Annina la <<Biscottara>>

La storia

La tradizione delle Sorelle Palese nasce nel 1901 ad Avigliano da Antonio Santarsiero, della famiglia degli “Abbriant”, carabiniere a cavallo, di Capoiazzo.

Affittuario delle terre di Giarrossa di proprietà degli Scafarelli, già dal padre Peppe, pastore delle pecore di questa ricca famiglia di coloni, marchesi di Potenza.

Antonio, nel 1925 sposa Laura D’Andrea (di famiglia dei “Gioia”) ed ha cinque figli, tutti nati ad Avigliano. L’ultima è Annamaria Santarsiero (chiamata Annina). A soli 11 mesi, Annina, perde la sua mamma.

Antonio ha un fratello a cui è molto legato, Rocco detto “il baffone”. Nel 1941, Rocco si marita con Margherita Bochicchio di Stagliuozzo, detta zia Lita. Annina ha 8 anni e la zia Lita sarà sua “madre adottiva”.

In tempo di guerra, la fame è tanta e questo fa sì che la famiglia rimane unita per la sopravvivenza, qui il pane e i legumi sono gli alimenti prìncipi.  

Annina nel 1947, resta orfana anche della seconda moglie del padre, per cui sempre attaccata alle gonne di zia Lita frequenta per diversi anni la comunità di Stagliuozzo dove vi era la “mammara” (allevatrice) dell’ultima delle sue sorelle: Incoronata.

Annina segue gli insegnamenti di zia Lita con dedizione e passione, presto diventano “Le Biscottare”. Contattate, da una frazione ad un'altra… da Avigliano a Stagliuozzo passando per Giuliano, per la preparazione dei biscotti della festa più sentita e partecipata dalla comunità: il matrimonio.

Si preparano i biscotti d’la zita (della sposa) con le uova che la contrada raccoglie, le farine di Risciola e di Maiorca molite a pietra, lo zucchero per la preparazione de lu c’lepp (zucchero fuso bianco) per la nasc’pratura (glassatura) dei Mustazzuoli (mostaccioli). Si riempivano le ceste di pastarelle, ossi di morto (ficculi), taralluccimustazzuoli e strazzate, ad allietare i commensali durante il rito del matrimonio che dura per più giorni.

Nel ‘54, anche Annina prende marito, Salvatore Palese (della famiglia dei Gerardicchj) hanno sei figli, di cui tre femmine: Lucia, Antonietta ed Eugenia.

Annina donna di grande temperamento, insegna ai figli come sopravvivere, con le ferite ancora aperte della guerra, tra campi e pascoli. senza tralasciare il tesoro più prezioso tramandato da zia Lita: l’alchimia della biscottara.

Lucia, prima figlia, di indole commerciante, sposa Vito Tammone nel 1976 ed ha cinque figli: Luisa, Annalaura, Antonio, Silvia e Sara. Antonietta, di indole fornaia, ha due figli: Elena e Davide Losasso. Annina continua a tenere tutti uniti i fratelli, figli e nipoti in un’unica grande famiglia.

 

Lucia, Antonietta ed Eugenia, con la regia di Annina, aprono il Forno delle Sorelle Palese nel 1985.

 

La storia
La storia
La strazzata

Fra tradizione e innovazione

Luisa, tecnologa alimentare dal 2006 entra in azienda occupandosi della gestione qualità.

Nel 2008 Annalaura, pasticciera e allieva del Pastry Chef Biasetto, affianca la zia Antonietta passando da un’alchimia “ad occhio” a ricette scritte e bilanciate, arricchendo l’offerta gustativa del Forno.

Nel 2010, Antonio, con gran desiderio di mamma Lucia, acquista le terre di cui erano affittuari i nonni a Giarrossa, da oltre cento anni. Attento ai racconti di nonna Annina, si appassiona all’agricoltura e semina i grani di quel tempo: Risciola, Maiorca, Segale Jermana, Senatore Cappelli, Gentil Rosso, Farro, ortaggi e legumi. Acquista un mulino a pietra e trasforma i suoi cereali in farina, che conduce poi nelle mani sapienti delle Sorelle che la trasformano in biscotti, pani, strazzate e pizze, sorvegliate tutt’ oggi dall’occhio sapiente di nonna Annina.

Nel 2014, si apre una finestra sul passato inaugurando il museo di famiglia con foto, attrezzi e utensili utilizzati in quel tempo.

Antonio, Luisa ed Elena (psicologa) nel 2015, fondano la fattoria didattica Ca’ Gerardicchj (come “Casa dei dei Gerardicchj” dal soprannome della famiglia del nonno Salvatore) iscritta attualmente all’albo regionale delle fattorie didattiche di Basilicata.

Ogni anno ospitano, nella magica atmosfera del museo e del mulino, centinaia di bambini nei vari percorsi proposti. Seminando in ogni fanciullo il prezioso seme della passione che da sempre ha dato forza a questa grande famiglia…di contadini e di fornai.

La voglia di condividere le antiche ricette con tutti, anche con chi non può assumere glutine, ha impegnato l’intera famiglia nella realizzazione di un nuovo laboratorio totalmente senza glutine, inaugurato nel 2018. Qui Davide accoglie le indicazioni di mamma Antonietta e di nonna Annina, nella realizzazione di pane pizze, biscotti e pasta fresca, con farine naturalmente prive di glutine, con la sapienza e la passione di sempre.